Poesie pubblicate La condanna dell’Amore

Poesie pubblicate

La condanna dell’Amore

La condanna dell’Amore

Il suo corpo vibrata sotto il mio, l’euforia del momento si scioglieva in un caldo torpore emanato dai nostri corpi, tutt’intorno il nulla, solo il suo sfuggente sorriso. Le parole si riducevano a dolci sospiri, la notte volgeva al termine e così anche il nostro Amore, arrivato al suo apice in quella notte di pura e lucida follia. L’alba, l’addio imminente ci lasciava solo il tempo di un dolce bacio. Le rosee guance erano rigate da lacrime di rugiada, che, cariche di dolore inumidivano le carnose labbra, che non emettevano non più di un sospiro, e poi fino a cadere sul petto scosso da rapidi singhiozzi. Il cielo si faceva più limpido, eppure l’animo sempre più cupo, neppure i tiepidi raggi riuscivano a riscaldare quella tenebra fatta di paura. Le vesti lambivano i suoi fianchi mentre scavalcava le alte mura, eccolo ora che galoppa sul suo bian cavallo verso il bosco. Dal balcone il dolce canto dell’allodola trafigge l’animo come le lame nella carne, non ci sarà più un futuro? Non ci sarà più speranza? E il mio amore dove sarà?
Ma ecco che mentre i tristi pensieri l’avvolgevano il cuore, il triste velo della morte incombeva e non ci furono emozioni, ma solo una piacevole pace. Ecco la bellissima colomba, ed ecco che capì, gli dei avevano deciso diversamente e così la sorte. Afrodite l’aveva portata nei Campi Elisi insieme al suo amante e lì, sotto la protezione di Amore il bacio segnò l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega. La freccia di Cupido l’ambì la gloriosa volta celeste, le divinità gioivano, poi finalmente tutto nero. L’AMORE che dolce veleno!

(Brian Babusci Berro)

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